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SI INTRAVEDE LO SPIRAGLIO

LA PAZZA GIOIA, PAOLO VIRZI' (2016)

Le due protagoniste, Beatrice Morandini (Valeria Bruni Tedeschi), istrionica nobildonna dall’eloquio inarrestabile, e Donatella Morelli (Micaela Ramazzotti), una giovane madre fragile piena di tatuaggi, si incontrano all’interno di Villa Biondi, un istituto terapeutico riabilitativo, utile per un loro reinserimento nella società, a causa di stili di vita “al limite”, dopo la decisione di un tribunale. Inizialmente diffidenti l’un l’altra, caratterialmente opposte, sapranno creare un’amicizia dopo una fuga dalla struttura sanitaria, facendosi coraggio e aiutandosi vicendevolmente con i lati più estremi delle loro “pazzie”. Nel loro breve percorso “on the road”, sapranno liberarsi delle loro paure e riacquisteranno per un po’ di tempo la gioia di vivere, prima che sopraggiungano gli operatori sanitari che le riporteranno a Villa Biondi. Una commedia agro-dolce in cui ci si diverte e si riflette sul disagio psichico, che normalmente viene trattamento in modo asettico.

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UN GIORNO ALLA VOLTA, CARMELO SEGRETO (2018)

Un Giorno alla Volta, seppur ambientato nelle prime settimane del 2018, potrebbe essere tranquillamente collocabile in queste settimane del 2020, così drammatiche e uniche. Tuttavia le paure di Gregorio di uscire di casa non avevano a che fare con il Covid19, bensì con una forte depressione che gli impediva di vivere una vita normale.

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MOKUSATSU, NOUR GHARBI (2015)

In questi giorni di isolamento dovuto al COVID-19, ho pensato di riproporvi un mio precedente lavoro, “Mokusatsu”, un corto che si svolge all’interno di un unico ambiente e che tratta in maniera trasversale del tema dell’isolamento. “Mokusatsu” è una parola giapponese che sta per “ignorare” o “trattare con tacito disprezzo” ed è composta da due kanji: 黙 (moku, letteralmente silenzio) e 殺 (satsu, letteralmente uccidere). Concepito per omaggiare il cinema classico giapponese, un cinema che ha avuto un forte impatto su di me, “Mokusatsu” è una love story che intende evidenziare, attraverso determinate dinamiche nella coppia, i risvolti psicologici connessi alla consapevolezza della propria mortalità. In “Mokusatsu”, la malattia è come una campana che riporta la mente al corpo. Quando mente e corpo sono unificati, all’improvviso ci troviamo nel qui e ora, pienamente consapevoli del proprio destino. Nel momento in cui squilla il telefono, una rottura avviene nell’anima del protagonista. Condannato, Takashi sceglie di rinchiudersi nel silenzio. Una scelta che viene percepita da sua moglie, Keiko, come un’offesa, ma che in realtà racchiude in sé le diramazioni di un amore profondo. Per me l’amore vero è incondizionato, senza limiti, il che significa essere pronto a tutto per l’altro. Solo sacrificandoci possiamo esprimere l’affetto che ci lega ad una persona. Con questo non intendo per forza offrire in sacrificio la propria vita, nella quotidianità può anche voler dire fare concessioni o fare rinunce per il benessere dell’altro. È ciò che ho voluto esprimere attraverso l’epilogo del corto in cui vengono alla luce le vere intenzioni di Takashi, illustrando così un essere profondamente umano che, nonostante il dolore e le paure, riesce a sottrarsi completamente per la sua amata. Dopo un po’ di tempo iniziamo a dare per scontato ciò che siamo abituati ad avere intorno, soprattutto le persone. Finiamo per dimenticare quello che abbiamo e trascurare quello che amiamo. Il giardino occorre coltivarlo affinché rimanga sempre fiorito; occorre dedizione, impegno e fatica affinché guardando quella persona che dorme accanto a noi, possiamo ricordare quanto siamo fortunati. Essere isolati oggi, più che una condanna, credo che sia un privilegio, un’opportunità per capire il vero valore degli esseri che abitano le nostre case. Spero che gradirete il mio cortometraggio e che potrà in qualche modo farvi riflettere su ciò che stiamo vivendo adesso. Buona visione. Nour Gharbi

INTERVISTA AD EMILIANO DANTE

Emiliano Dante (L'Aquila, 1974) ha partecipato due volte allo Spiraglio Film Festival vincendo nel 2016 con il film Habitat - Note personali il Premio “Jorge Garcia Badaracco – Fondazione Maria Elisa Mitre” al miglior lungometraggio
Nei suoi lavori porta avanti un'idea di autorialità radicale, realizzando personalmente tutte le componenti artistiche (sceneggiatura, montaggio, musica, fotografia e animazioni). Ha esplorato con originalità ed efficacia gli aspetti del disagio mentale legati al terremoto dell’Aquila: privazioni, alienazione e precarietà assoluta di una comunità colpita duramente nel corpo e nello spirito.
Ha accettato di realizzare con noi questa intervista in cui racconta il suo punto di vista sui temi dell’isolamento, delle relazioni umane, del futuro.

RETROSPETTIVA DEDICATA ALLA SALUTE MENTALE

Ogni settimana selezione di film reperibili sulle principali piattaforme di streaming a cura di Jacopo Mosca con commento di Federico Casamassima
Nei suoi lavori porta avanti un'idea di autorialità radicale, realizzando personalmente tutte le componenti artistiche (sceneggiatura, montaggio, musica, fotografia e animazioni). Ha esplorato con originalità ed efficacia gli aspetti del disagio mentale legati al terremoto dell’Aquila: privazioni, alienazione e precarietà assoluta di una comunità colpita duramente nel corpo e nello spirito.
Ha accettato di realizzare con noi questa intervista in cui racconta il suo punto di vista sui temi dell’isolamento, delle relazioni umane, del futuro.

SHUTTER ISLAND (2010)

Netflix / Sky cinema on demand
Tratto dall’omonimo romanzo di Dennis Le hane , il film si snoda tra la realtà (vera o presunta) dell’isola del titolo, dove si staglia impetuosa la clinica psichiatrica Ashecliffe, una sorta di Alcatraz dei disagiati, dove il regista Scorsese usa sapientemente tutti gli elementi narrativi (le inquadrature dal basso verso l’alto del personaggio Teddy Daniels alias Leonardo Di Caprio, le atmosfere cupe con il cielo plumbeo, i corridoi bui con la luce che va e viene, la scala a chiocciola, i flashback continui). Un giusta dose tra sogno e realtà, in cui il confine diventa labile e quasi impossibile da distinguere, proprio come suggerisce il titolo del film, anagramma di ‘truths and lies’ (verità e bugie) e ‘truths/denials (verità/negazioni).

I FILM CONTAGIOSI

A cura di Franco Montini, direttore artistico del Festival, e montaggio di Nicola Ferri

Visionario, apocalittico, quasi profetico, il cinema ha raccontato, con toni quanto mai esasperati, l’atmosfera di questi giorni, con film centrati sulla diffusione di epidemie destinate a cambiare le sorti dell’umanità. Il quadro che emerge dai numerosi film centrati sulla diffusione di contagi di vario tipo è molto più preoccupante della realtà che stiamo vivendo, perché il catastrofismo è uno spettacolare elemento di richiamo a cui il cinema ha fatto ricorso fin dagli albori, e tuttavia la visione di queste opere può svolgere una funzione catartica ed esorcistica utile a combattere la depressione da isolamento sociale.


RETROSPETTIVA DEDICATA ALLA SALUTE MENTALE

Ogni settimana selezione di film reperibili sulle principali piattaforme di streaming a cura di Jacopo Mosca con commento di Federico Casamassima

Visionario, apocalittico, quasi profetico, il cinema ha raccontato, con toni quanto mai esasperati, l’atmosfera di questi giorni, con film centrati sulla diffusione di epidemie destinate a cambiare le sorti dell’umanità. Il quadro che emerge dai numerosi film centrati sulla diffusione di contagi di vario tipo è molto più preoccupante della realtà che stiamo vivendo, perché il catastrofismo è uno spettacolare elemento di richiamo a cui il cinema ha fatto ricorso fin dagli albori, e tuttavia la visione di queste opere può svolgere una funzione catartica ed esorcistica utile a combattere la depressione da isolamento sociale.

NETLIX

IL Lato Positivo 2012

Tratto dal romanzo di Matthew Quick “The Silver Lining Playbook”, il film racconta il tema della salute mentale dei protagonisti, con toni diversi rispetto alla consuetudine cinematografica, un giusto equilibrio tra dramma e commedia, senza mai appesantire, rendendolo fluido, come l’orologio della vita che scorre, e che per i due protagonisti principali, Patrick (Bradley Cooper) e Tiffany (Jennifer Lawrence), sembra essersi fermato. Tutto questo però, fino al loro incontro, che determinerà “il lato positivo” delle loro vite, diverse certo, ma accomunate dalla sofferenza che il “vissuto terapeutico” comporta, come una ferita che non si può togliere dalla propria pelle, ma che si rimargina con il “vissuto presente” di entrambi.

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