PREMIO LO SPIRAGLIO - FONDAZIONE ROMA SOLIDALE ONLUS A

FABRIZIO BENTIVOGLIO

Nel cinema italiano, dove gli attori sono spesso ingessati in un ruolo, condannati a ripetere un unico preciso carattere, quando non addirittura costretti ad identificarsi in una maschera, Fabrizio Bentivoglio rappresenta un’eccezione. Nel corso di una lunga carriera, con una filmografia che comprende una cinquantina di titoli, Bentivoglio è, infatti, riuscito ad interpretare personaggi di ogni tipo. Uomini molto lontani fra loro per personalità, cultura, estrazione sociale, provenienza geografica: uomini diversi perfino fisicamente. E tuttavia, all’interno di una galleria così varia e composita, è possibile rintracciare un ricorrente minimo comune denominatore. Molti dei personaggi che Bentivoglio ha incarnato, spaziando dal dramma alla commedia, dal cinema d’autore ai film di genere, sono caratterizzati da una certa inquietudine, da un sottile disagio esistenziale, da ossessioni, paure, timori, il più delle volte irrazionali e ingiustificati.

L’impressione è che Bentivoglio nutra una predilezione per i personaggi segnati da dubbi e incertezze. Personaggi costantemente alla ricerca di una propria identità, a volte divisi non solo nell’anima –il riferimento al film di Soldini è tutt’altro che casuale- ma anche nei comportamenti e nelle scelte di vita. Come accade al cinquantenne Giorgio in “Forever young”, che, vittima della sindrome di Peter Pan, convive faticosamente con una studentessa che potrebbe essere sua figlia, senza trovare il coraggio di vivere una serena storia d’amore con una coetanea alla quale lo accomunano molte passioni.

I personaggi interpretati da Bentivoglio sono prevalentemente persone normali, senza particolari qualità, che si sono arrese alla vita, come Bruno in “Scialla!”, o che l’affrontano con eccessive velleità, come Dino Ossola ne “Il capitale umano”. Ma a rendere tutto interessante anche nel racconto di sentimenti considerati negativi, quali l’ansia o la depressione, è l’autenticità con la quale Bentivoglio riesce a restituirli sullo schermo. Come accade, per citare un esempio per tutti, con Federico in “Turné”.

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